Caratteristiche della narrazione: fabula, scene e intreccio narrativo

Caratteristiche della narrazione: fabula, scene e intreccio narrativo

Caratteristiche della narrazione: fabula, scene e intreccio narrativo.

Da cosa è costituita la narrazione in prosa?

Da un insieme di scene. Ogni scena rappresenta un elemento a sé, che deve essere a suo modo conclusivo. Possiamo dividere in scene qualsiasi produzione letteraria (scene che possono essere descrittive, di dialogo, introduttive e così via).


L’ordine cronologico delle scene costituisce la fabula dell’opera. Ma non sempre in un romanzo si segue un ordine cronologico. Spesso si tende a disporre i vari elementi costitutivi secondo un ordine stabilito dall’autore che possa aiutare a creare un ritmo più incalzante, aspettativa e suspense nel lettore (magari tramite un salto avanti nel tempo, ossia un flashforward), o a scoprire poco per volta i personaggi (tramite i flashback).

L’ordine in cui sono poste le scene nella stesura finale si chiama intreccio. L’intreccio può corrispondere alla fabula se le scene sono in ordine cronologico. Ma, come dicevo poc’anzi, spesso non è così.

Dividere il romanzo in scene (ognuna con una propria funzione ben definita – mai scrivere scene superflue!) può aiutare a stilare la scaletta dell’opera e accompagnare l’autore sia nella realizzazione (e quindi nella fase di scrittura) sia nella revisione.

Si può anche decidere di scrivere tutta la storia in ordine cronologico e poi spostare alcune scene prima o dopo, creando così un maggiore movimento nel ritmo narrativo.

L’importante è non scrivere scene “di riempimento”. Tutto ciò che entra in un romanzo deve avere motivo di esistere, ogni dialogo, ogni pensiero e ogni azione hanno il compito di veicolare un messaggio, un’informazione al lettore. Se una scena è superflua, allora non va inserita.

Se nel romanzo c’è una scena in cui due personaggi litigano e poco dopo si vede di nuovo i due litigare, senza che vi sia alcuna evoluzione o involuzione nel loro rapporto, allora quella scena non serve. Servirà piuttosto un’altra scena che metta in campo nuove emozioni. Hanno litigato, dunque mostriamo che la lite ha portato a un allontanamento da parte di uno dei protagonisti. Mostriamo le conseguenze di quella lite.

Un romanzo si basa su cause ed effetti come la vita vera.

Non esistono nella vita di tutti i giorni azioni prive di conseguenze e lo stesso vale per la narrazione. Se mostriamo una scena, è perché qualcosa l’ha scatenata (qualcosa ha portato a quella scena) e allo stesso tempo seguirà un effetto (quindi diventerà essa stessa una causa).

Esempio:

Se i personaggi per pagine e pagine non fanno altro che flirtare senza che vi sia un’evoluzione dello status quo, del loro rapporto o del loro rapporto col mondo che li circonda (persone vicine, ambiente socio-culturale), il lettore si annoierà.

In conclusione, prima di scrivere, pensate bene a ciò che state per fare. Ponetevi domande.

Dove voglio arrivare? A che serve questa scena? È utile inserirla qui? Questo a cosa porterà?

Lasciate a briglia sciolta la fantasia, ma incanalatela in un progetto narrativo studiato in precedenza. Oppure scrivete di getto, ma poi siate pronti a un lavoro di taglia e cuci (soprattutto di taglio) bello corposo.

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